martes, 18 de diciembre de 2007
Pensiero stupendo
Pensiero stupendo
Questo è il titolo della canzone del nuovo spot di Breil con l'attrice Charlize Theron come protagonista. La canzone Pensiero Stupendo è una canzone di Ivano Fossati e di OscarPrudente interpretata da Patty Pravo.
E qui avete il testo
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Non so
Che lei
O no
Le mani
Le sue
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le mani
le sue
Prima o poi
Poteva accadere sai
Si può scivolare
se così si può direquestioni di cuore.
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le Mani
le sue
E poi un' altra volta noi due
Vorrei per amore o per ridere
Dipende da me
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Le mani questa volta sei tu e lei
E lei a poco a poco di più, di piùVicini
per questioni di cuore
Se così si può dire
Dir
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Fra noi fra noi.
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
Questo è il titolo della canzone del nuovo spot di Breil con l'attrice Charlize Theron come protagonista. La canzone Pensiero Stupendo è una canzone di Ivano Fossati e di OscarPrudente interpretata da Patty Pravo.
E qui avete il testo
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Non so
Che lei
O no
Le mani
Le sue
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei
Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le mani
le sue
Prima o poi
Poteva accadere sai
Si può scivolare
se così si può direquestioni di cuore.
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
E tu
E noi
E lei
Fra noi
Vorrei Vorrei
E lei adesso sa che vorrei
Le Mani
le sue
E poi un' altra volta noi due
Vorrei per amore o per ridere
Dipende da me
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Le mani questa volta sei tu e lei
E lei a poco a poco di più, di piùVicini
per questioni di cuore
Se così si può dire
Dir
E tu ancora
E noi ancora
E lei un' altra volta fra noi
Fra noi fra noi.
Pensiero stupendo
Nasce un poco strisciando
Si potrebbe trattare di bisogno d'amore
Meglio non dire
lunes, 17 de diciembre de 2007
CONOSCI IL MODO CONGIUNTIVO
Buongiorno. Io sono il Congiuntivo.
Avete tanto parlato di me che mi fischiavano i tempi composti.
Capisco: non c'è argomento che attizzi l'italico amor patrio quanto il mio uso e il mio disuso: ho visto di tutto in questi giorni sulla mailing-list, dal bieco campanilismo (che ne sanno i non-toscani?), al luogo comune più becero (difendiamolo sto povero congiuntivo!), dal professorame rosso-blu ( è giusto invece è sbagliato: e chi non è d'accordo è un bastardo) al purismo più vergineo (chi parla bene usa congiuntivi a chili e a quintali!). Per non parlare della vergogna di chi mi sbaglia (vorrei che venga!) e poi dell'orgasmo multiplo di chi mi corregge, autogodendosi.
Vi ringrazio tutti per tanto interesse, ma vi confesso che sono un po' deluso: tutti a parlare di me e nessuno che cerchi di dire chi sono. Mi trattate come un oggetto! Invece io ho un'anima, sono vivo, vivissimo, e soffro nel vedere che di me in fondo non gliene importa niente a nessuno. Nessuno, ma proprio nessuno si chiede mai chi sono, perché esisto, da dove vengo e dove sto andando.
Non posso proprio accettarlo ed è per questo che ho deciso di intervenire in prima persona e di parlare un po' di me.
Tanti anni fa ero giovane, molto indipendente, pieno di energia (e decisamente a modo): quante cose riuscivo a fare, tutto da solo! Si parlava latino a quei tempi e io davo ordini, esprimevo desideri, manifestavo opinioni, elargivo concessioni, mi sbizzarrivo, come tutti i giovani, in fantasie e sogni più o meno realizzabili. Bei tempi!
Oggi sono sono un po' invecchiato (e mi sorprende parecchio che parliate di me ancora come come del giovanotto di un tempo: ma non parlate italiano voi? E come vi viene in mente di dire che io esprimo - che so - un'opinione? Ma quando mai? Una volta forse, quand'ero nel pieno della mia virilità...)
Il fatto è che alla mia età, da solo, non me la cavo più tanto bene e - diciamocelo - tiro un po' al risparmio di energie.
Oh, un momento: su molti piani sono ancora piuttosto indipendente (fossi matto! Che vi prenda un colpo!). Ma con la pigrizia dell'età per esprimere un'opinione mi sono andato a cercare un verbo di opinione, per esprimere una volontà mi son cercato un verbo di volontà... insomma lo ammetto, ci sono tante situazioni in cui se non c'è qualcuno che mi regge finisce che casco!
E' per questo che mentre prima facevo un sacco di cose oggi, da vecchio saggio che sono, preferisco starmene buono buono a fare il marcatore di subordinazione.
Intendiamoci: subordinato sì, ma fiero del mio ruolo e pieno di dignità. Mi spiego: se mi regge il verbo non è che io mi presti subito a marcare una subordinazione. Eh no, figlioli: mi concedo con parsimonia, io, e solo se servo.
C'è gente che dice.
Ma va benone! Quelli intendono dire solo e attenuano un po' la loro decisione con quel verbo che in realtà non significa che stanno pensando qualcosa: significa un banalissimo . E io non mi spreco per questi casi qui.
Io mi concedo se uno dice e mi concedo solo se quello li' sta davvero pensando. Insomma, io marco una subordinata solo se vale la pena di relazionarmi al verbo reggente!
Non ho mica tempi da perdere io!
Certo qualche volta mi tocca lavorare anche quando magari non vorrei.
Ci sono per esempio quelli che introducono la secondaria senza il: eh, in quei casi non ci sono santi, devo intervenire per forza io a marcare la subordinata: (e qui nessuno usa l'indicativo perche' non si capirebbe piu' niente).
Allo stesso modo fanno quelli che cominciano la frase con la secondaria: Anche qui mi usano in parecchi perché altrimenti c'è il rischio di non capire bene che quella frase li' è subordinata (mentre quando la costruzione della frase mi aiuta non sto certo a intervenire io:)
Ma non guardatemi sempre con quella faccia sempre pronta al de profundis! Di cartucce da sparare ne ho ancora parecchie. Alla faccia di chi mi dà per spacciato io sono in perfetta forma, tant'è che non è vero che mi usano solo quelli che parlano bene, ma un po' tutti. E perfino in dialetto.
. E cos'è quel ? Ma sono io, certo! Dopo un perché finale se ci metti quel debosciato dell'indicativo cambi tutto il senso della frase no? Pensaci bene: se preghi perché Silvio sta male significa che ti preoccupi per lui. Ma se preghi perché Silvio stia male...
E mica solo con il perché funziono così: se penso metto in conto una eventualità, ma se penso ...
Insomma, ho la mia età, sono diverso da un tempo, ma (sia ringraziato il cielo) ho ancora un bel ruolo da giocare, ora e in futuro (lo volesse la Madonna!); ma vi prego, non difendetemi più (foste un tantinello sadici?). Sto bene come sto (sia chiaro!). E mi difendo da me (fosse l'ultima cosa che faccio!)
Il Congiuntivo
Avete tanto parlato di me che mi fischiavano i tempi composti.
Capisco: non c'è argomento che attizzi l'italico amor patrio quanto il mio uso e il mio disuso: ho visto di tutto in questi giorni sulla mailing-list, dal bieco campanilismo (che ne sanno i non-toscani?), al luogo comune più becero (difendiamolo sto povero congiuntivo!), dal professorame rosso-blu (
Vi ringrazio tutti per tanto interesse, ma vi confesso che sono un po' deluso: tutti a parlare di me e nessuno che cerchi di dire chi sono. Mi trattate come un oggetto! Invece io ho un'anima, sono vivo, vivissimo, e soffro nel vedere che di me in fondo non gliene importa niente a nessuno. Nessuno, ma proprio nessuno si chiede mai chi sono, perché esisto, da dove vengo e dove sto andando.
Non posso proprio accettarlo ed è per questo che ho deciso di intervenire in prima persona e di parlare un po' di me.
Tanti anni fa ero giovane, molto indipendente, pieno di energia (e decisamente a modo): quante cose riuscivo a fare, tutto da solo! Si parlava latino a quei tempi e io davo ordini, esprimevo desideri, manifestavo opinioni, elargivo concessioni, mi sbizzarrivo, come tutti i giovani, in fantasie e sogni più o meno realizzabili. Bei tempi!
Oggi sono sono un po' invecchiato (e mi sorprende parecchio che parliate di me ancora come come del giovanotto di un tempo: ma non parlate italiano voi? E come vi viene in mente di dire che io esprimo - che so - un'opinione? Ma quando mai? Una volta forse, quand'ero nel pieno della mia virilità...)
Il fatto è che alla mia età, da solo, non me la cavo più tanto bene e - diciamocelo - tiro un po' al risparmio di energie.
Oh, un momento: su molti piani sono ancora piuttosto indipendente (fossi matto! Che vi prenda un colpo!). Ma con la pigrizia dell'età per esprimere un'opinione mi sono andato a cercare un verbo di opinione, per esprimere una volontà mi son cercato un verbo di volontà... insomma lo ammetto, ci sono tante situazioni in cui se non c'è qualcuno che mi regge finisce che casco!
E' per questo che mentre prima facevo un sacco di cose oggi, da vecchio saggio che sono, preferisco starmene buono buono a fare il marcatore di subordinazione.
Intendiamoci: subordinato sì, ma fiero del mio ruolo e pieno di dignità. Mi spiego: se mi regge il verbo
C'è gente che dice
Ma va benone! Quelli intendono dire solo
Io mi concedo se uno dice
Non ho mica tempi da perdere io!
Certo qualche volta mi tocca lavorare anche quando magari non vorrei.
Ci sono per esempio quelli che introducono la secondaria senza il
Allo stesso modo fanno quelli che cominciano la frase con la secondaria:
Ma non guardatemi sempre con quella faccia sempre pronta al de profundis! Di cartucce da sparare ne ho ancora parecchie. Alla faccia di chi mi dà per spacciato io sono in perfetta forma, tant'è che non è vero che mi usano solo quelli che parlano bene, ma un po' tutti. E perfino in dialetto.
E mica solo con il perché funziono così: se penso
Insomma, ho la mia età, sono diverso da un tempo, ma (sia ringraziato il cielo) ho ancora un bel ruolo da giocare, ora e in futuro (lo volesse la Madonna!); ma vi prego, non difendetemi più (foste un tantinello sadici?). Sto bene come sto (sia chiaro!). E mi difendo da me (fosse l'ultima cosa che faccio!)
Il Congiuntivo
POESIA DI NATALE
TU
CHE
NE DICI
O SIGNORE
SE IN QUESTO
NATALE FACCIO
UN BELL'ALBERO
DENTRO IL MIO CUORE
E CI ATTACCO, INVECE DEI
REGALI, I NOMI DI TUTTI I MIEI
AMICI? GLI AMICI LONTANI E VICINI,
GLI ANTICHI ED I NUOVI, QUELLI CHE VEDO
TUTTI I GIORNI E QUELLI CHE VEDO DI RADO
QUELLI CHE RICORDO SEMPRE E QUELLI CHE ALLE
VOLTE, RESTANO DIMENTICATI,QUELLI COSTANTI E
QUELLI INTERMITTENTI QUELLI DELLE ORE DIFFICILI E
QUELLI DELLE ORE ALLEGRE. QUELLI CHE, SENZA VOLERLO, HO FATTO
SOFFRIRE. TUTTI QUELLI CHE CONOSCO PROFONDAMENTE E QUELLI DEI QUALI
CONOSCO SOLO LE A PPARENZE. QUELLI CHE MI DEVONO POCO E QUELLI
AI QUALI DEVO MOLTO. I MIEI AMICI SEMPLICI E I MIEI AMICI I MPORTANTI
I NOMI DI TUTTI QUELLI CHE SONO GIÀ PASSATI NELLA MIA VITA.
UN ALBERO CON RADICI MOLTO
PROFONDE, PERCHÈ I LORO NOMI
NON ESCANO MAI DAL MIO
CUORE. UN ALBERO DAI RAMI
MOLTO GRANDI PERCHÈ I NUOVI
NOMI VENUTI DA TUTTO IL
MONDO SI UNISCANO AI GIÀ
ESISTENTI. UN ALBERO CON
UN'OMBRA MOLTO GRADEVOLE
AFFINCHÈ LA NOSTRA AMICIZIA
SIA UN MOMENTO DI RIPOSO
DURANTE LE LOTTE DELLA VITA!
CHE
NE DICI
O SIGNORE
SE IN QUESTO
NATALE FACCIO
UN BELL'ALBERO
DENTRO IL MIO CUORE
E CI ATTACCO, INVECE DEI
REGALI, I NOMI DI TUTTI I MIEI
AMICI? GLI AMICI LONTANI E VICINI,
GLI ANTICHI ED I NUOVI, QUELLI CHE VEDO
TUTTI I GIORNI E QUELLI CHE VEDO DI RADO
QUELLI CHE RICORDO SEMPRE E QUELLI CHE ALLE
VOLTE, RESTANO DIMENTICATI,QUELLI COSTANTI E
QUELLI INTERMITTENTI QUELLI DELLE ORE DIFFICILI E
QUELLI DELLE ORE ALLEGRE. QUELLI CHE, SENZA VOLERLO, HO FATTO
SOFFRIRE. TUTTI QUELLI CHE CONOSCO PROFONDAMENTE E QUELLI DEI QUALI
CONOSCO SOLO LE A PPARENZE. QUELLI CHE MI DEVONO POCO E QUELLI
AI QUALI DEVO MOLTO. I MIEI AMICI SEMPLICI E I MIEI AMICI I MPORTANTI
I NOMI DI TUTTI QUELLI CHE SONO GIÀ PASSATI NELLA MIA VITA.
UN ALBERO CON RADICI MOLTO
PROFONDE, PERCHÈ I LORO NOMI
NON ESCANO MAI DAL MIO
CUORE. UN ALBERO DAI RAMI
MOLTO GRANDI PERCHÈ I NUOVI
NOMI VENUTI DA TUTTO IL
MONDO SI UNISCANO AI GIÀ
ESISTENTI. UN ALBERO CON
UN'OMBRA MOLTO GRADEVOLE
AFFINCHÈ LA NOSTRA AMICIZIA
SIA UN MOMENTO DI RIPOSO
DURANTE LE LOTTE DELLA VITA!
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